L'imperatrice - Racconto 
Siamo lieti di ospitare nella rubrica Dedalus lo scrittore Antonio La Malfa, responsabile della sezione racconti di Gas-O-Line, la e-zine di BombaCarta, un vero e proprio laboratorio telematico finalizzato alla produzione di una rivista.



Antonio La Malfa (Toni per gli amici), 48 anni, è nato a Rocca Imperiale, paesino calabrese a due passi dal confine con la Basilicata. Professione dentista in quel di Lucca, coltiva nel tempo libero numerose passioni: la fotografia, la musica, la bicicletta e non ultima la scrittura. Tante dimensioni che si incontrano nel diario del suo ultimo viaggio in Scozia. Scrive Toni:“…dopo un po' che viaggi, soprattutto da solo, ti spogli di un sacco di cose inutili, una specie di indumenti che getti via strada facendo, e pian piano ti avvicini alla tua essenza. Non è sempre piacevole: dopo otto ore in silenzio su una bici, con una cornice come questi paesaggi scozzesi, hai la sensazione di viaggiare in compagnia di uno sconosciuto con cui non sai esattamente come comportarti. Ma a volte è bellissimo.” In bacheca il terzo premio Elsa Morante nel 2005, nel cassetto un libro intitolato “La luna” che gli auguriamo di pubblicare al più presto. Continua...
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Un nuovo povero 


È Febbraio e fa freddo in casa. L’unica stufa in camera da letto viene accesa solo per poco tempo alla sera. Pochi mobili essenziali e vecchi, dai soffitti pendono lampadine senza neanche un piatto, solo il filo della corrente. È tutto lindo e pulitissimo, ordinato e onesto. Piccole stanze, povere cose che contengono tuttavia i ricordi di una vita.

Umberto è un anziano pensionato. La casa - due stanzette, un cucinino e un piccolo bagno - non è di sua proprietà, paga l’affitto che è quasi la metà della sua pensione mensile. Abita da solo perché nella vita, ormai, è davvero solo. Ma non è stato sempre così: è stato ferroviere, ha avuto una casetta graziosa, illuminata dalla dolcezza del sorriso della moglie Elena. La sua sposa era una donna attiva, una brava padrona di casa, una “mani d’oro” come si diceva una volta, una che sapeva cucire e arredare con grazia pur avendo pochi soldi e molta fantasia. Il Signore aveva mandato loro soltanto una bambina: Clara, bionda, ricciuta, gli occhi di un celeste placido, sereno come il cielo senza le nuvole. Ma la cosa più bella di Clara era la risata, rideva con gioia, con tutta sé stessa, e la bellezza e l’innocenza del mondo si specchiavano in quella allegria. La bambina, luce degli occhi di Umberto e di Elena, era cresciuta riempiendo di felicità la casa e la vita dei suoi genitori. Bella, buona, ubbidiente e innocente. Viveva spensierata gustando con la fantasia quella promessa di vita che le si spalancava davanti. Continua...
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LA DIMORA - Racconto 


:- Quando il vento soffia da queste parti – mormorò la ragazza con i capelli neri e gli occhi grandi – è come se venisse non solo dal mare, ma da tutti gli oceani del mondo. Perché questo vento qui ... - e mentre parlava strizzò un po’ gli occhi – questo vento qui è forte ma leggero, come le sere d’estate ... a volte però è così potente che sembra stiano soffiando contemporaneamente tutti i venti di tutti i mari del mondo!

Così Marta raccontava cosa voleva dire stare lì da sempre, acquisirne l’essenza, sentirla ...
:- Poi – continuò – proprio nel momento in cui le giornate sembrano finire, sul filo del tramonto, proprio lì io mi ritrovo e mi ricongiungo all’essenza ... – ed intanto un lampo di luce le sfiorò il volto abbronzato...
:- Mi sembra un’atmosfera un po’ troppo poetica e suggestiva – brontolò Andrea dall’altro capo del tavolo – in fondo è solo una casa in campagna – aggiunse guardandosi intorno ma subito intervenne la moglie. Continua...
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In questi fieri momenti 


- Era bellissimo. Cioè, all'inizio, dopo essermi addormentato ho avuto paura perché mi ero svegliato. Non è che fossi sveglio ma c'ero io sotto, proprio io che stavo dormendo e mi vedevo bene, quindi non stavo dormendo. Credo di aver lasciato la luce accesa perché si vedeva benissimo, non come quando le luci sono spente, e vedevo bene la faccia rilassata, le mani fredde, il pigiama pulito che avevo messo apposta. Non stavo sognando, no, perché era tutto a colori mentre quando sogno i colori non si vedono bene. Però gli occhiali erano caduti a terra, eppure vedevo tutto bene, preciso, luminoso. Beh, in realtà io non ero luminoso, non il mio corpo. Poi sono uscito. Non saprei dire da quale porta, ma la luce era più bella, più calda, e diventava più chiara, poi di panna e più grande e vicina. La si poteva toccare tanto era densa, ma continuavo a vedere bene, non ero abbagliato. Continua...
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C'E' AMORE @TE 


Siamo in aeroporto, finalmente. Io e Giovanni siamo in coda per il check in e lui è davanti a me. Giovanni è medico come me, lavoriamo nello stesso reparto in ospedale e siamo anche amici nella vita oltre che su facebook, naturalmente. Condividiamo il lavoro, i drinks, i links e una ciurmaglia di amici vocianti. Siamo molto legati e in grande confidenza. A me lui piace, come uomo intendo, ma le cose tra noi sono in una specie di limbo dal quale non se ne esce fuori. E guardalo ora che fa il galletto con l'hostess, sembra un pavone con la coda aperta a ruota. Fa un sorriso così largo che gli si vedono tutti i denti, superiori ed inferiori. Mi sa che questo viaggio, noi due soli, sarà una mezza fregatura per me. Ufficialmente stiamo andando a un convegno medico ma io ho accettato di partire, per lavoro, in pieno Luglio, solo perché il primario ha mandato lui con me, se no col cavolo che mi fregava. Quando l'ho saputo sono stata felicissima. Ho immaginato che sarebbe stata l'occasione per stare insieme, da soli, senza una marea di gente intorno come al solito. Ma ora che lo vedo pavoneggiarsi con l'hostess comincio ad avere seri dubbi che egli abbia veramente piacere a stare solo con me.
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Crotone Roma in meno di un'ora - Racconto 


Sono le quattro del pomeriggio, devo fare ancora la barba, una doccia e preparare la valigia. No, in fin dei conti al bagaglio ci pensa mia madre; io devo solamente fingere di ascoltare dove mette la roba. Abbiamo ripetuto questo gioco due volte al mese, il lunedì mattina, quando prendevo il pullman per andare a Cosenza da universitario.
Credo che questo gioco le piaccia: si diverte ogni volta a cercare una nuova soluzione: le mutande non sono mai dove le hai trovate due settimane prima, soltanto l'accappatoio sta sempre in fondo, così che quando abbisogna scompiglia ogni cosa, vanificando quell’ordine che sa tanto di mamma e di cura. In alto ci stanno tutti i preziosi dal paese: salsicce, un buon vinello e vasetti pieni di olive schiacciate. Ma oggi è diverso, non devo andare all’università, ho finito di studiare. Oggi parto per Roma a cercare un lavoro. Continua...
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STORIA DI UN SORRISO - Racconto 


Questa storia inizia con un sorriso. È così che ho conosciuto Irene: con un sorriso. Quando lei sorride lo fa con il cuore e il suo sguardo si accende di una strana luce. Se è vero che gli occhi di ogni persona son specchio di paesaggi futuri, io vorrei poter vedere il mondo con i suoi occhi, con quello sguardo che brilla e sembra parlare. Un sorriso che non la abbandona nemmeno quando pronuncia parole come `cancro" o "dolore"... Riesce a sorridere ovunque, anche sul lettino di una sala operatoria. Riesce a sorridere a chiunque, anche a chi non ha avuto rispetto della sua sofferenza. Continua...
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LA FESTA - RACCONTO 


Dicembre e la città si veste con le luminarie per il Natale. Anna cammina per le vie brillanti di luci del centro ma non partecipa alla festa collettiva. Il suo cuore è angosciato. Ha poco più di quarant’anni e non si può dire che li porti male. Gli ultimi due però sono stati così ricchi di privazioni, di soldi contati e ricontati, di pensieri preoccupati. Alta e sottile, un fisico elegante, un viso bello nonostante la piega delle labbra riveli che non è più un’anima tranquilla. Fino a tre anni fa gestiva un negozio di abbigliamento. Passava le giornate convincendo le sue clienti a farsi più belle, a comprare i suoi vestiti; il culto della bellezza era il suo lavoro. Continua...
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Alla prossima - Racconto -  


Sabato mattina e Giovanna oggi non lavora. E' in giro per strada a fare spesucce. Avvocato, single, gli anta superati da un po', è un tipo dinamico in tutto quello a cui si dedica. Una vita non noiosa tra lavoro, interessi, orari da inseguire e appuntamenti da non deludere. Sentimentalmente un nulla cronico a cui lei non fa neanche più caso. Pur di non soffrire l' ansia di un nuovo rapporto ha preferito sedare il cuore. Ogni tanto le riaffiora il ricordo di qualche storia passata male, di qualche amore nascosto bene e lei lo rimuove subito, per non soffrire di nuovo. Ma è contenta di sè,di quella vita turbinosa, della sua immagine ancora giovane e fresca che suscita gli sguardi curiosi degli uomini. Un corpo snello e sodo, una languidezza spontanea nella camminata che sveglia l'attenzione dei maschi. Ha gli occhi di un profondo verde scuro che pianta in faccia a tutti svelando sensualità e ingenuità. E' allegra oggi, può spassarsela in giro per negozi a comprare cose che la aiutino ad auto compiacersi. Si ferma ad una vetrina. Una maglietta a righe le piace. Carina –pensa- sta bene sulla gonna beige. E' cara,un pochino. No,spendo troppo. Però è bella `sta maglietta….
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Una storia alle spalle - Racconto  


Mi presento: sono una vecchia pagina con una storia alle spalle.

Calendari sempreverdi tracciano la scia del tempo, ed una patina sottile sedimenta sui miei personaggi ingialliti. Ancora vivi, sempre di carta!
Tutti mi chiamano 421, come fossi un pullman. E come un pullman sono in prossimità del capolinea. Questo numero mi è toccato per caso, e nemmeno mi piace. In realtà io - noi tutte! - abbiamo nomi belli, dal suono fiero e altisonante. Io sono Ermelinda, ma è la 421 ad avere un prima e un dopo, non io. L'uso della numerazione a piè di pagina è un vezzo del secolo scorso: mi ha portato la gastrite! Continua...
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Il disegno di Johnny - Racconto 


Una recente indagine di mercato rivela che in Scozia una famiglia su due spende una parte considerevole del proprio guadagno mensile per la cura dell’arredo della casa. Con particolare attenzione al soggiorno, divano, tappeti, spaziose librerie, ma soprattutto finestre. Ampie, luminose, inventano nuovi equilibri ed affascinanti giochi di luce. L’idea di base è che l’appartamento non finisca nelle quattro mura, il panorama che appare aldilà del vetro è anzi parte integrante e sostanziale dell’arredo.
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