
Da che età cominciano i vostri ricordi? I miei dai tre anni. Per l'esattezza il mio primo ricordo ha la forma di uno zoccolo di legno, di quelli estivi, che vola attraverso il giardino di casa per venirsi a piazzare al centro della mia fronte. Certo, il mio primo ricordo avrebbe potuto essere anche l'ultimo, se il lancio fosse stato più "convinto" o se mia madre non fosse corsa subito in mio aiuto. E poi ho memoria del pianto per il dolore e dello sguardo colpevole e dispiaciuto di mio fratello. Tre anni io, sei lui, quel giorno stabilimmo i ruoli: lui sarebbe stato quello buono, io quella furba. Infatti era stato il mio atteggiamento da piccola dittatrice, durante la nostra giornata di giochi, a fargli perdere il controllo e a spingerlo infine a quel gesto esasperato, col risultato che lui era diventato un piccolo delinquente ed io la povera vittima. Ma vai a vedere dove sta la verità... sono 30 anni che la cerchiamo! Mia madre e mio padre mi hanno messo “al” mondo, mio fratello mi ha messo "nel" mondo: infatti, non si può negare che l'essere umano “nasce”, per sé stesso, quando comincia a percepire di esserci, nel mondo. Io cominciai ad esserci, per me stessa, dal giorno di quell'incidente.
Forse sto divagando: questa non è la mia biografia, bensì una recensione de Metafisica dei tubi della scrittrice belga Amélie Nothomb.Ma è proprio è il romanzo in questione che induce alla divagazioni. Continua...
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( 3.4 / 100 )A un anno dalla tragica scomparsa, con questo nuovo libro di racconti torniamo ad ascoltare la voce unica ed incomparabile di David Foster Wallace.

Nella sua sintesi, la quarta di copertina è effettivamente sincera. Questa antologia postuma è un’occasione per riprendere un percorso interrotto bruscamente, per continuare a coltivare un’amicizia di cui si avverte la mancanza (e pure tanto). La 2dc aggiunge qualche dettaglio in più, ahimé necessario, senza per altro smentire quanto detto finora. Se è nuovo il libro, bisogna ricordare che non sono nuovi i racconti, né tanto meno inediti. I sei brani che compongono la raccolta sono stati selezionati lungo il ventennio creativo dello scrittore e differiscono tra loro per struttura e stile narrativo; come assistere in punto di morte al film della vita, un viaggio a ritroso nel tempo mediante un collage di istantanee apparentemente casuali. Continua...
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( 3 / 76 )
Gentile Dott. X,
mi permetta di rivolgermi a Lei non avendo la possibilità di inviare questa mail al grande Saramago. Il mio è lo sfogo (…mi derido da sola mentre Le scrivo) di chi, letteralmente abbacinata perché vittima del classico colpo di fulmine, si è ritrovata, all’improvviso, tradita.
Ho letto il romanzo ‘Il vangelo secondo Gesù Cristo’.
Catturata dalla prosa originale e fluida, causa ed effetto di tanta originalità e di cotanto Nobel, fino a pagina 290, da allora in poi tutto il grumo di emozioni, compiacimento, aspettative ...si è sciolto in delusione. Continua...
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( 3 / 46 )
PREFAZIONE
Che cos’è la spiritualità per l’uomo d’oggi che vive una vita presa da molti impegni? La parola sembra alludere a una dimensione ‘altra’, sempre ulteriore, rispetto a quella che si vive ordinariamente. Pare forse rinviare a un tempo tranquillo, festivo, privo di impegni che distraggano lo spirito da ciò che più conta. In ambito cristiano, poi, a volte si pensa che la spiritualità sia un discorso riservato a persone ben formate e ferventi: una sorta di passo in più, di passo in avanti. Se è vero che la spiritualità richiede tempi e luoghi specifici per essere vissuta pienamente e con profondità, è anche vero che il suo spazio proprio è la vita ordinaria, quella di tutti i giorni, anche quando essa diventa caotica e presa da ritmi faticosi. Continua...
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( 3.1 / 36 )
Riflessioni in margine al romanzo Non Sottomessa di Ayann Hirsi Ali.
Secondo Adriano Sofri, esistono due tipi di martirio: quello religioso di chi muore per professare la propria fede e quello laico di chi muore o viene perseguitato per aver dichiarato di non credere in Dio. A questa seconda categoria sono appartenute, nel corso del tempo, figure fra di loro lontanissime per cultura, epoca, paese d’origine come Socrate, Ipazia, Giordano Bruno, che con la loro radicalità hanno minato le basi del pensiero dominante e hanno però, costruito modelli di libertà, che tuttora stentano a radicarsi nella coscienza collettiva. E che vengono, però, oggi rivendicati con una passionalità radicata ma sotterranea da milioni di donne, che nei diversi continenti, chiedono emancipazione e democrazia. Continua...
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( 3.1 / 21 )
“Era finito. Tutto era finito. Un attimo, una vita, un'era... non c'era più niente, solo quell'incredibile, furibonda cascata di lacrime e il sorriso sulle labbra di lei. Gli sembrò di sentire la sua voce, ma quella profonda e chiara di una volta..."
Cristina Santucci, l'autrice di "Fotogrammi", incontra i suoi personaggi nelle situazioni quotidiane di sofferenza, abbandono, passioni, desideri e speranze per renderli protagonisti delle sue storie. I suoi brevi racconti si modulano sui suoni e le battute di uomini e donne di ogni dove che vivono intensamente la loro vita, capaci di scelte coraggiose che portano a un cambiamento radicale. L'autrice descrive l'euforia dell'innamoramento con toni incalzanti consapevole che talvolta può portare alla pazzia. Continua...
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( 3 / 22 )
Giorni fa è stato presentato a Crotone il nuovo libro di Angelina Brasacchio "IL FIGLIO DELLA VIPERA". Pubblichiamo una breve presentazione attraverso le parole di Nella Mustacchio, Presidente de la Fidapa crotonese..
Carissime amiche FIDAPA,
avrei voluto e dovuto essere qui con Voi ma un impegno inderogabile (la nascita in Bologna della mia quarta adorata nipotina Federica) mi tiene lontana da tutti Voi.
Anche il racconto che Tu Angela hai “partorito” è, appunto, una nuova nascita, faticosa essa pure ma sicuramente pregna di vita e omaggio alla vita; è il frutto della ragione e del cuore di una donna che si disvela davanti ai suoi lettori mostrando in parte ciò che c’è dietro di lei, le sue radici e quelle di tutti noi calabresi e ancora quello che c’è dentro di lei di ancestrale ed antico ma anche di unico e irripetibile.
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( 2.9 / 45 )
Sia chiaro, non conosco di persona lo scrittore ( non nascondo che mi farebbe molto piacere...), ma sfogliando le pagine, pian piano abbiamo stretto amicizia. "Shakespeare scriveva per soldi" è una raccolta di recensioni apparse mensilmente sul giornale Believer, scritte con la stessa cordialità della rubrica della posta. Tra un volume e l'altro ( la maggior parte dei quali non ho ancora letto), Nick attinge al suo personale, il rapporto con i figli, la passione per il calcio e l'amore improvviso per la letteratura adolescenziale ( qualcuno potrebbe giudicare le connessioni talvolta azzardate e frettolose, a me sinceramente piacciono anche per questo... ). Continua...
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( 2.9 / 82 )
Vivendo in un mondo globalizzato, in una società multietnica con ritmi di vita scanditi dalla tecnologia, ci chiediamo perché ancora studiare la Magna Grecia e perché proprio le donne?
L’Autrice Francesca Izzi ha svolto il suo lavoro mostrando la modernità dell’argomento in quanto, partendo dalla quotidianità delle città di quelle zone e di quel periodo, ha dimostrato come diversi aspetti della vita di quelle donne fanno ancora parte del nostro retroterra culturale.
Stupisce inoltre vedere che la loro emarginazione, coincidente con la fondazione delle colonie greche nel nostro Meridione, è ancora legge in diversi paesi del Terzo Mondo.
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( 3 / 51 )
Nell’attuale clima di crisi, la cultura risponde, reagendo a preoccupanti realtà di recessione e dimostrando che in tempi duri essa diventa una vera, necessaria risorsa. Lo dimostrano libri che puntano dritto al cuore dei lettori, come “LA PIAZZA DEL DIAMANTE”(edito da LA NUOVA FRONTIERA) di Mercè Rodoreda, autorevole scrittrice catalana (Barcellona 1908-Romanyà de la Selva 1983).
“Gli odori di carne, pesce, fiori e verdure si mischiavano e se anche non avessi avuto gli occhi avrei subito indovinato…”: gli aromi, l’afrore sospesi nell’aria producono una specie di musica. Una melodia sempre varia, che sospinge la protagonista tra le strade fino al nucleo centrale e pregno di vita della città barcellonese, appunto la piazza del popoloso quartiere di Gràcia, che dà nome al romanzo.
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