Navigare 


Come faccio a sapere dove mi trovo? Una volta per saperlo dovevo guardarmi intorno, vedere un paesaggio collocato su un orizzonte oltre il quale non mi era possibile vedere. Per muovermi verso una meta dovevo prima orizzontarmi. Capire dove sono significava confrontarmi dunque con un orizzonte, che è insieme un ampliamento dello sguardo, ma anche un limite invalicabile se non con il movimento: più vai avanti e più l’orizzonte si disvela… Quindi per sapere dove ci si trovava era necessario guardarsi attorno.
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Come si fa ad essere un genio? 


Che cosa caratterizza una persona che si possa definire “geniale”? Certamente l’ingegno, la sapienza, la cultura, l’intuizione, la capacità di analisi e di sintesi: tutte queste cose o almeno alcune di esse. Una persona geniale possiede anche caratteristiche apparentemente contraddittorie, per esempio l’intuizione e la capacità di analisi, oppure la creatività e il metodo. Ma queste sono le doti di un genio, ciò che lui possiede in se stesso, che ha sviluppato nel tempo e che lo fanno essere la persona che è. Ma non basta questo per essere una persona geniale. Infatti sono necessarie anche le idee, cioè, anche etimologicamente, le “visioni”, le grandi prospettive piene di contenuti. Continua...
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ADDIO, ALDA ! 


La poesia «è una forza che nasce in me, è come una gravidanza che deve andare a termine». E’ un impulso travolgente e necessario ad aver caratterizzato la magmatica produzione poetica di Alda Merini, i cui poveri versi – ella avvertiva – sono brandelli di carne che saltano agli occhi impetuosi (I miei poveri versi). La sua voce è una bomba che esplode nel buio e produce ora scoppi, ora intensi bagliori, ora lampi, ora sottili fenditure nell’oscurità. Tra i maggiori poeti italiani contemporanei, la Merini vanta una produzione vastissima, circondata dall’apprezzamento dei critici, ma anche da un vero e proprio culto di fans senza distinzione di età. Continua...
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INIZIARE 


Che cosa caratterizza un “genio”? L’ingegno? La sapienza? La cultura? L’intuizione? L’analisi? La sintesi? Credo tutte queste cose o almeno alcune di esse. Certamente almeno qualche opposto. Per esempio: l’intuizione e l’analisi, oppure la creatività e il metodo. Ma queste sono le “doti” di un genio, le parti di sé che lui possiede e che ha sviluppato nel tempo e che lo fanno essere quel che è. Ma non basta questo per essere un genio.

Per essere un vero genio ci vogliono le idee, le “visioni”. Ma quali? Quelle “chiare e distinte”? No. Il vero genio è mosso da idee indistinte e non del tutto chiare. Perchè il genio è colui che vive l’inizio e lì, in maniera instabile, si ferma. Il genio è come un uomo che attinge acqua alla sorgente e non al rubinetto. L’acqua sgorga senza regole e canali ma con la forza e la purezza dell’inizio. L’acqua alla sorgente sprigiona in maniera confusa e irregolare. Il genio è colui che, pensando, agendo, creando, componendo, resta sempre lì alla sorgente, in equilibrio instabile. Inizia sempre. Continua...
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Prendere il sole 


Come si fa a «prendere» il sole? Per prendere il sole ci esponiamo ai suoi raggi e restiamo completamente passivi. Per prendere il sole ci si distende, ci si rilassa, si attende qualcosa sapendo di non attendere nulla in realtà. È una situazione di rilassamento che ha un fine preciso, il quale però si raggiunge senza muovere un dito: basta mettersi nella posizione giusta e magari proteggersi dall’eccesso di radiazione con occhiali e creme. Continua...
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PAGARE 

Esiste un momento nella nostra giornata nel quale incontriamo lo sguardo di una persona che ci dà qualcosa e alla quale dobbiamo dare qualcosa in cambio per quel che riceviamo. Non è dunque un momento libero, di dono, ma un momento in cui chi dà sa di ricevere e sa esattamente quanto. E tuttavia, nonostante questa precisa relazione a tu per tu, in cui persino le mani a volte si sfiorano per un istante, le due persone si sentono libere, persino di sorridersi o meno. Vi è uno scambio di sguardi, in genere, accompagnato da uno scambio di monete o di banconote. E’ il momento dell’acquisto, anzi del pagamento di ciò che si è acquistato. Continua...
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APRIRE 


Stamattina, dopo una risveglio lento e quasi meditativo, ho lentamente aperto la porta del bagno. L’effetto dell’acqua sul viso e sul corpo è il primo contatto vero col mondo perchè la sua temperatura crea una differenza a pelle, sensibile. L’acqua, forse permette il mio primo vero contatto col mondo, che è contatto di differenze. Poi ho aperto la finestra. La luce era già nella mia stanza, la visione del mondo esterno l’avevo già avuta. Avevo già visto che era una bella giornata, ma aprire la finestra ti fa sentire l’aria. L’aria ti dà la certezza che quel che vedi al dià della tua finestra non è una scena finta, da Truman Show, ma è qualcosa di vero. Non tocca infatti solo la vista. L’aria ti tocca e entra nei polmoni. Senti perfino la differenza di temperatura tra te e il “fuori”, tra la stanza e l’esterno. Poi ho aperto il mio breviario, il mio libro di preghiera. Aprire un libro è un gesto strano. Il mio breviario è di 1900 pagine. E’ un mattoncino di carta india con i bordi di un verde elegante. Continua...
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Tante piccole cose 

La nostra vita quotidiana è piena di piccoli oggetti, di piccole cose che ci circondano e che usiamo o contempliamo o con le quali comunque entriamo in contatto. In realtà il rapporto concreto con le cose è il luogo in cui si gioca molta parte della nostra vita, giorno per giorno. Il significato della nostra stessa esistenza si gioca anche nel modo in cui noi viviamo con gli oggetti, come vediamo le cose.

L’allegria materialista

Francis Ponge (1899-1988) è un «classico» della descrizione degli oggetti più umili e quotidiani. Nelle sue meditazioni in prosa poetica egli le considera al di là di ogni abitudine percettiva, di ogni espressione verbale logorata dall’uso. Sembra domandare al suo lettore: come vedi il mondo? Come lo guardi? Ti rendi conto che le Continua...
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Veder Cose 

«La superficie del pane è meravigliosa prima di tutto per l’impressione quasi panoramica che dà: come se si avesse a disposizione, sotto mano, le Alpi, il Tauro o la Cordigliera delle Ande. Così dunque una massa amorfa in stato di eruzione fu introdotta per noi nel forno stellare, dove indurendo si è foggiata in valli, creste, ondulazioni, crepe…». È vero: guardando la crosta del pane in obliquo, non dall’alto ma di lato e da vicino, riconosciamo questa suggestiva descrizione che ci viene suggerita dallo scrittore francese Francis Ponge.

La nostra vita quotidiana è piena di piccoli oggetti, di piccole cose che ci circondano e che usiamo o contempliamo o con le quali comunque entriamo in contatto. In realtà il rapporto concreto con le cose è il luogo in cui si gioca molta parte della nostra vita, giorno per giorno. Il significato della nostra stessa esistenza si gioca anche nel modo in cui noi viviamo con gli oggetti, come vediamo le cose. Continua...
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Ingresso 


Il tema che - pare - abbia raccolto in una, entrambe le letture di questo laboratorio, è stato “il dono” nelle sue svariate sfaccettature e angoli di visuale. Il dono come segno di riconoscenza e riflesso di un senso di inferiorità che il donante cerca di compensare donando, di rispetto e timore, di riconoscimento e tentativo subdolo di “ottenere e comprare” amicizia o servigi. Insomma, il dono e tutta la psicologia che potrebbe celarsi dietro un gesto apparentemente spontaneo.

In nove partecipanti,spiluccando pasticcini vecchiotti ma ancora mangiabili, abbiamo letto e commentato

- da La vita dell’umorismo, 101 burle spirituali di G.Magi
- da Corrado Alvaro e la Calabria di F.Grisi


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IL CIELO 


Sono in aria… cioè sto volando da Roma a Reggio Calabria con alcuni amici di BombaCarta. Dal finestrino vedo il cielo. Sotto c'è il mare e a distanza si vede la terra. Dunque cielo, mare e terra sono lì: è quello che io chiamo mondo. Il cielo non è mai fuori del mondo. Avete mai pensato al cielo, intendo dire al cielo senza terra, un puro cielo azzurro? Forse sì. Qual è la vostra impressione? Dapprima un senso di relax, di bellezza, di purezza, forse. Specialmente se il cielo è puro, terso, bello, senza nuvole, com'è in questo momento. Continua...
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