È il titolo del workshop svoltosi nel corso di una serata di gala organizzata dall’Associazione culturale Le Madie - Cutro, Crotone, federata Bombacarta.
Bella gente, serata all’insegna dell’eleganza, ma soprattutto gran bella atmosfera, di quelle che si costruiscono piano piano, in punta di piedi e, come per incanto, avviluppano guidando per mano a dimensioni alte, familiari, ma da tempo nascoste, tanto che si temevano perse. Ed ecco che un verso, una melodia o una risata accendono, ad una ad una, piccole e intime scintille e poi... è tutto un fascio di luci che pervade. Continua...
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( 3.1 / 52 )
Il tratto comune a tutte le cadute è il passaggio da uno stato “alto” a uno stato “basso”, un movimento che, se anche è orizzontale (immaginiamo quando finiamo per terra “stesi”), è sempre e comunque verticale. Parlare di “cadere” implica in se stesso un rinvio a una altezza, a qualcosa di superiore. Ogni caduta è un richiamo verso una condizione diversa, alta, in genere intesa come quella più propria, più adeguata a noi che cadiamo. Ma anche una mela che cade lo è. Una mela va in basso dignitosamente se è “raccolta”, non se “cade”. Se cade vuol dire che è marcia. E così un libro che “cade” da uno scaffale. Il libro scende in basso dignitosamente se è “preso”, non se cade. Se poi parliamo di movimenti del tutto indifferenti rispetto a una connotazione negativa, allora diciamo che le cose si “spostano” dall’alto verso il basso, e non che “cadono”. Se cadono, come le stelle, questo implica il sentimento della loro caducità, della fine. Dunque: la caduta implica di per sé un rinvio che la trascende. Necessariamente. Continua...
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( 0.9 / 156 )
Giorni fa è stato presentato a Crotone il nuovo libro di Angelina Brasacchio "IL FIGLIO DELLA VIPERA". Pubblichiamo una breve presentazione attraverso le parole di Nella Mustacchio, Presidente de la Fidapa crotonese..
Carissime amiche FIDAPA,
avrei voluto e dovuto essere qui con Voi ma un impegno inderogabile (la nascita in Bologna della mia quarta adorata nipotina Federica) mi tiene lontana da tutti Voi.
Anche il racconto che Tu Angela hai “partorito” è, appunto, una nuova nascita, faticosa essa pure ma sicuramente pregna di vita e omaggio alla vita; è il frutto della ragione e del cuore di una donna che si disvela davanti ai suoi lettori mostrando in parte ciò che c’è dietro di lei, le sue radici e quelle di tutti noi calabresi e ancora quello che c’è dentro di lei di ancestrale ed antico ma anche di unico e irripetibile.
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( 2.9 / 45 )
Dicembre e la città si veste con le luminarie per il Natale. Anna cammina per le vie brillanti di luci del centro ma non partecipa alla festa collettiva. Il suo cuore è angosciato. Ha poco più di quarant’anni e non si può dire che li porti male. Gli ultimi due però sono stati così ricchi di privazioni, di soldi contati e ricontati, di pensieri preoccupati. Alta e sottile, un fisico elegante, un viso bello nonostante la piega delle labbra riveli che non è più un’anima tranquilla. Fino a tre anni fa gestiva un negozio di abbigliamento. Passava le giornate convincendo le sue clienti a farsi più belle, a comprare i suoi vestiti; il culto della bellezza era il suo lavoro. Continua...
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( 2.9 / 40 )
Lungo la memoria si srotola la storia
come un lungo serpente
avvinghiato da sempre alle nostre essenze.
I nostri gesti e le nostre parole
segnano un percorso
che inevitabilmente conduce verso l’inizio.
L’inizio è un punto nero su un foglio bianco
l’inizio siamo noi
esseri senza destino
ma carichi di aspettative.
Le emozioni ci chiedono di aspettare
e il cielo ci fa cenno di andare avanti
ma è solo nell’infinito
che siamo consapevoli di esserci.
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( 2.8 / 42 )
La storia è il dispiegarsi del libero arbitrio in fatti e l’interiorizzazione dei fatti in stati d’animo. La storia coinvolge gli uomini in senso circolare e li sfida a essere sempre presenti a sé stessi, capaci di dominare la successione dei momenti, dotati delle giuste parole per saperla ricostruire con lucidità. La storia sin dall’antichità ha chiesto di essere raccontata da parte di scrittori e oratori, convinti che gli eventi dovessero essere affabulati: trasformati in “monumenti” destinati a esortare gli uomini a non compiere mai più gli stessi errori. Continua...
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( 3 / 44 )Può l’amicizia trasformarsi in amore senza tradirne i fondamenti di fiducia e gratuità? Può la gradualità della conoscenza approfondita e disinteressata dissolversi nella passione?
Sono questi gli interrogativi attorno ai quali si è svolto a Cutro il primo laboratorio cinematografico delle Madie. Sono questi gli interrogativi che il regista Rob Reiner ha messo in scena nel film a tesi Harry ti presento Sally (1989): un classico della commedia romantica americana che svela con intelligenza e ironia i retroscena della vita sentimentale di una coppia di amici, Harry e Sally, interpretati da Billy Cristal e Meg Ryan. Continua...
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( 3.3 / 52 )
Guardi dentro di sé. Si interroghi sul motivo che le intima di scrivere; verifichi se esso protenda le radici nel punto più profondo del suo cuore; confessi a se stesso: morirebbe, se le fosse negato di scrivere? Questo: soprattutto: si domandi se nell’ora più inquieta della sua notte: devo scrivere? Frughi dentro di sé alla ricerca di una profonda risposta. E se sarà di assenso, […] costruisca la sua vita secondo questa necessità.
(R. M. Rilke, "Lettere a un giovane poeta") Continua...
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( 3.1 / 41 )
Se sul palcoscenico nasce la finzione, se ciò che vediamo in scena è il frutto di un copione lontano anni luce dalla realtà, è anche vero che il teatro è in grado talvolta di abbattere distanze che nella vita quotidiana possono sembrare infinite. Una lezione importante appresa dalla compagnia teatrale che giovedì 14 gennaio ha messo in scena “Il Piccolo Principe” al Teatro Apollo. Giovani e promettenti attori crotonesi sono stati affiancati nella recitazione da ragazzi diversamente abili del centro Evita, punto di aggregazione sociale per portatori di handicap. Continua...
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( 2.5 / 57 )Il primo laboratorio del 2010 vede sei donne ed uno spazioso ricciolone cimentarsi con grandi quesiti. Ci si chiede insieme il significato delle cose, il senso della vita e della morte, il mistero della resurrezione. Ed altro ancora: che cosa farebbe il bene, se non esistesse il male? Come apparirebbe la terra, se ne sparissero le ombre? Riflessioni di uomini di potere sembrano guidarci ad una mostruosa, inconfessabile contraddizione: è necessario perpetuare il male per garantire il bene. Il dialogo è stato ispirato dai cenoni natalizi, non ancora smaltiti a dovere, e dalle seguenti letture:
“Emmaus” di Alessandro Baricco
“Un altare per la madre” di Ferdinando Camon
“Il maestro e Margherita” di Michail Bulgakov
“Il divo” di Paolo Sorrentino
“La casa” di Angela Bubba
“Io,Urlike Meihnof, grido” di Dario Fo e Franca Rame
“Come Dio comanda” di Niccolò Ammaniti
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( 3.1 / 86 )A pensarci bene, partecipare attivamente alla vita di un'associazione vuol dire anche sentire la necessità, per l'individuo, di condividere i momenti importanti della propria vita con gli altri componenti del gruppo.
E se il singolo vive la condivisione come un momento di crescita personale e di "arricchimento" emozionale, è anche vero che il gruppo, indipendentemente da qualsiasi sia il motivo, lo scopo ultimo per il quale si è costituito, viene "vivificato" e si rafforza al suo interno proprio quando ha modo di vivere questi momenti. Continua...
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