STENDHAL: ROMANTICO E STRAVAGANTE...
UOMO DEL NOSTRO TEMPO ?
RELATORI: MARIA GABRIELLA DE SANTIS
GAETANO SCICCHITANO
Il tema sarà gestito, come al solito, in forma di seminario tra espressione scritta, visuale e musicale.
Quanti volessero intervenire dopo, con un proprio contributo, potranno proporre poesie, prose o rivolgere domande ai relatori.
28 Febbraio 2009 – ore 17,30
Liceo Classico Pitagora - Crotone
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( 3.1 / 43 )due parole su La letteratura in pericolo
Tutti sanno, esperti e non del settore letterario, che un libro, nell’accezione più liberale secondo Umberto Eco & Co. – per company mi riferisco con un sorriso di accondiscendenza a quanti hanno sostenuto e sostengono questa idea come Borges, Bachtin, Genette ed altri – sia un’opera aperta, nel senso che rivela i vari livelli di lettura che può suscitare nel lettore (Barthes docet), anche se nella lezione di H.R.Jauss c’è sempre un orizzonte di attesa da parte del lettore (ciò che ti aspetti dalla lettura di un libro). Non è necessario riportare qui teorie e tecniche o aforismi universali sul testo perché l’esperienza di ogni lettore colma quel concetto che un qualsiasi critico ha di per sé sviluppato anni addietro. Continua...
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( 3.6 / 39 )
Amo osservare da lontano gli stormi di uccelli. Piccoli punti neri che esplodono silenziosi sulla pennellata celeste: al sole giallo sono compagnia, nel mare blu disperdono, riflessi, la scia. Chissà dove sono diretti...
Così compatti nel cielo sembrano note su un pentagramma invisibile, alla volta di un re. Mi piace pensare che, a un certo punto, il "capo" possa voltarsi, e dire "Scusate… ho sbagliato strada", e che nella confusione, prima che si elegga un nuovo leader - più saggio - , ciascuno vada un po' per fatti suoi, seguendo la sua ispirazione.
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( 3.1 / 48 )
Se educare ha il fine ultimo di trasformare un ragazzo in uomo, allora si può tranquillamente affermare che lo sport è l’educatore per eccellenza, e tra gli sport, il judo primeggia. Questa disciplina, troppe volte penalizzata dall’errata convinzione che sia finalizzata ad alimentare e stimolare violenza, è in verità un’opportunità di crescita, veloce, consapevole, netta. Continua...
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( 3.1 / 30 )Giornate frenetiche, si approssimano eventi culturali ai quali l'Associazione sta lavorando da tempo.
Si fa regolarmente laboratorio ma il pensiero è altrove.
I cinque partecipanti hanno commentato i seguenti brani:
- In direzione ostinata e contraria di De Andrè
- Strano destino dei poeti di G.Soresina
- Amore a prima vista di Szymborska
- Alba di Rimbaud
- IL ritorno di Ulisse dall'Odissea di Omero
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( 3 / 40 )
Nell’attuale clima di crisi, la cultura risponde, reagendo a preoccupanti realtà di recessione e dimostrando che in tempi duri essa diventa una vera, necessaria risorsa. Lo dimostrano libri che puntano dritto al cuore dei lettori, come “LA PIAZZA DEL DIAMANTE”(edito da LA NUOVA FRONTIERA) di Mercè Rodoreda, autorevole scrittrice catalana (Barcellona 1908-Romanyà de la Selva 1983).
“Gli odori di carne, pesce, fiori e verdure si mischiavano e se anche non avessi avuto gli occhi avrei subito indovinato…”: gli aromi, l’afrore sospesi nell’aria producono una specie di musica. Una melodia sempre varia, che sospinge la protagonista tra le strade fino al nucleo centrale e pregno di vita della città barcellonese, appunto la piazza del popoloso quartiere di Gràcia, che dà nome al romanzo.
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( 2.7 / 53 )
Si è fatto rovente, in questi giorni, intorno al “caso Englaro”, il dibattito tra coloro che auspicano l’ampliamento, in sede legislativa, delle possibilità di estrinsecazione del principio di autodeterminazione individuale fino a ricomprendervi “il diritto ad una morte dignitosa” e coloro che difendono la sacralità della vita umana fino alla sua naturale conclusione.
La morte di Eluana Englaro, per il modo in cui è stata cagionata, scuote profondamente le coscienze di ciascuno di noi.
E’ evidente a tutti – e non c’è bisogno di particolari cognizioni mediche o scientifiche per rendersene conto – che si è trattato di eutanasia.
Il primo caso – quanto meno pubblico e avallato dalla decisione della nostra Suprema Corte – di eutanasia in Italia! Continua...
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( 3 / 29 )Laboratorio molto sfaccettato con un fil rouge difficile da individuare.
E poi il ricordo del grande De Andrè …. un’epoca, una generazione, LA canzone, e nella canzone, la poesia…
In sette abbiamo gustato le prelibatezze di pasticcere sopraffine e commentato i seguenti brani:
- Il medico di Saragoza di N.Gordon
- Sulla strada di J.Kerouac
- Smisurata preghiera di F.De Andrè
- La certosa di Parma di Stendhal
- Lavoro freddo di P.Neruda
- Il pane di eri di E.Bianchi
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( 3 / 29 )
La mia passione per i dialetti e in particolar modo per quello crotonese ormai è nota a tutti o quasi tutti. Ciò che non si sa, è che da tempo sto pensando e vorrei tanto assumermi l’impegno, l’onere e l’onore, di comporre un testo dettagliato e approfondito riguardante la “grammatica della lingua crotonese” con annesso dizionario dialettale, cercando di impiegare tutte le mie energie.
Sono consapevole che sarebbe impresa ardua, che richiedebbe studi approfonditi, molta pazienza e gran parte del mio tempo, ma sono altresì convinto del compito di crotonese adulto, di dovere/volere riuscire a suscitare l’incanto dell’ascolto e della comunicazione dialettale nelle nuove generazioni, recuperando l’idioma dei nostri nonni, padri, attraverso uno strumento in grado di proporsi come guida.
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( 3.1 / 36 )Splendido laboratorio anche qui a Cutro.
All’inizio aveva preso una piega - come dire ? - un po' tenebrosa, ma poi la battuta è dissacrante e la risata, si sa, contagia, soprattutto se invogliata da croccanti cantucci.
Eravamo in tutto 9 di cui un clandestino graditissimo, Gaetano, un ritorno atteso, Enzo, e l'affettuoso rientro di Pino Parise.
C'era anche un'assenza giustificata ma avvertita: auguri di una velocissima convalescenza al nostro Segretario Ciccio !
I brani proposti sono stati:
- I mendicandi di Dio Di D.M.Turoldo
- Suoni della natura di G.Marinetti
- Venuto al mondo di M.Mazzantini
- Il silenzio di B Mikolasek
- Il bell’Antonio di V. Brancati
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( 2.9 / 41 )
Il poeta è colui che ama la vita, se ne lascia trafiggere, se ne lascia vivere. La poesia è l’istante, un senso puro di parola del vissuto, dell’intenso vissuto. Il poeta, da sempre, è colui che fa la poesia, ma il poeta è colui che invece ama la poesia. Il poeta diventa paroliere? Speriamo di no! Ma il poeta si sa: è un amante delle parole. Le parole, memorie sussurrate, le parole, fiume dell’io, le parole che non hanno sosta, perché il cuore non ha sosta. Il poeta è avvolto nella magia, in quel senso mistico dell’appartenenza a una dimensione solitaria e pure compagnona. Continua...
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