Il volto nel tempo - Prosa narrativa 


Il rumore del vento all’aurora, quando fuori il buio stinge, è un avvertimento per i sensi. Reciso dal sonno, provo a darmi uno scossone interno e mi muovo verso il luogo della mia riflessione: il lavandino del bagno. Non il bagno, ma il lavandino del bagno dove affondo le mani nell’acqua per scuotere il mio primo risveglio. Svegliarmi inizia quando le mani sono lì sotto il rubinetto rincorrendo in una tempesta immaginaria l’acqua semifredda.

Un gesto, una inarcata della schiena; e lo specchio osserva un capo chinato in avanti, capelli sotto scompiglio. Poi ritorno in superficie e davanti il mio riflesso mi apro in un respiro che libera qualcosa, forse una storia lontana: sono io, il volto gocciolante di acqua che si riprende da un freddo stupore, le pupille riavutesi dal viaggio notturno. La prima abluzione – paradossalmente – non è mai quella del corpo, è quella del pensiero. La mente si bagna dei suoi pensieri. La mente è un motore che non manda mai in ferie i pensieri: ne ha bisogno. È un’abluzione continua. La mia barba intanto trattiene ancora delle gocce di acqua che stentano a cadere; sì, sono io, nascosto nel cespuglio di questo cortile. Riesco a distinguermi, nonostante la mimetica. Penso a diverse cose e come sempre chiamo in causa i bilanci di un’esistenza (la mia), me compreso e chi sono diventato nel tempo. Continua...
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Parliamo di PNL ovvero di… Programmazione neurolinguistica 


La mia inclinazione naturale di navigatore e internauta, in un pomeriggio grigio e piovigginoso (ciciulijàva), mi ha condotto verso un “porticciuolo di scrittura”, fatto con cura tale, da farmi decidere di gettare l’ancora e ormeggiare.
In particolar modo sono rimasto attratto da un libro di Alessandro Lucchini, “La magia della scrittura”, e dal suo sottotitolo, scrivere per farsi leggere: neurolinguistica e stile efficace.

Il termine neurolinguistica, a me del tutto sconosciuto, ne ha stuzzicato la curiosità a tal punto che, dopo aver letto la presentazione del libro, sono piombato in libreria per comprarlo. Continua...
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Si impari dall’esperienza! 


Odiernamente si sente sempre più parlare di individuo. E’ la cosa che di frequente si sente dire: “è che l’individuo contemporaneo è in crisi”. Crisi di valori, crisi esistenziale, crisi fatta di solitudine e di incertezza. Perciò nei dibattiti sui mass media assistiamo al plotone opinionistico dei psichiatri o psicologi evergreen. Ricette e spiegazioni a gogò per l’individuo occidentale che sta male, poveretto!

Sermoni e salmodìe da veri sapientoni e ne diviene che quelle che - sono o dovrebbero essere- figure scientifiche, si caratterizzano come dei filosofi propagandisti di un verbo, come professatori di una fede incrollabile che si deve al loro pensiero. L’individuo, e tra queste molte casalinghe, cercano consigli alle loro ansie, previsioni oroscopiche, frutto dei maghi della psicologia umana. Ma quello che vale per uno non è detto che valga per milioni di soggetti e generalizzare sui comportamenti e sulle situazioni - tendenza massmediatica - può andare bene se si ragiona entro una prospettiva complessiva e globale di una problematica, ma non se si fa riferimento a un quadro esistenziale di un individuo e prendere a pretesto una situazione limitata per farne un sermone dal quale propalare ricette per vivere meglio. Continua...
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Cutro - Laboratorio di lettura del 26.3.2008 
Il laboratorio è stato entusiasmato dalla presenza di un caro amico del nostra Associazione: Pino Parisi.

Fil rouge indiscusso è stato “il tempo” nelle sue dimensioni: presente, passato e futuro. L’argomento, come molti hanno evidenziato, era troppo ampio e, come le ciliegie, ogni intuizione nuova ne stimolava subito un’altra.

Cioccolatini e dolci offerti dai coniugi Olivo hanno contribuito ad alimentare il clima festoso, dovuto e sentito per un così caro ritorno.

In 8 abbiamo letto e commentato:

- Immagine di John Lennon
- Il Passato di E.Dickinson
- L’infinito viaggiare di C.Magris


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Da Marrakech verso il deserto 


Il tour inizia da Marrakech il 19 febbraio. Siamo un gruppo di 18 persone su tre fuoristrada Toyota . Ci avviamo verso le montagne dell’Alto Atlante che sovrastano la città, ma appena visibili per via delle nuvole e dell’intensa foschia.
La prima sosta è in un souk (mercato settimanale) presso un villaggio che sorge dove la strada inizia a inerpicarsi. L’ambiente è estremamente vivace; testimonia la povertà delle popolazioni contadine e la sopravvivenza di consuetudini e mestieri antichissimi.

Molti trasportano i prodotti agricoli su carretti trainati da un asino, tra camion e veicoli di ogni genere, la maggior parte dei quali vecchi e malandati. Gli ortaggi sono esposti alla rinfusa su teli distesi per terra. Ci sono banchi che offrono diverse spezie multicolori, datteri di varie specie e tanti altri prodotti. Sono esposti anche ovini vivi. I venditori sono quasi esclusivamente uomini, la maggior parte dei quali indossa il djellaba (tradizionale abito lungo con cappuccio). Una donna, con una bambina, mi segue chiedendomi con insistenza un’elemosina finché non le porgo una moneta. Continua...
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BUONA PASQUA 2008 !  


Si nasce tutti nella penombra di una grotta
per tutti rotola giù dal Tabor una scintilla,
ognuno prima o poi ingoia del suo pianto.
Ascolta il gallo, il verso del tradimento e
ogni lingua farsi di pietra,
sale un Calvario e fa leggero il passo che
va per affondare,
incontra mani che si riempiono della sua pena o
un’altra spalla al posto suo si grava.

Muore ... e fino all’ultimo è spazio, tempo e sogno,
muore perché non è più racconto.
Resta però una traccia, forse un sentiero,
l’incipit di un’altra storia
o il seme di un’altra Vita
... in quel sepolcro profumato e vuoto



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OFFICINA DI MARZO: SOLITUDINE, SOLITUDINI 
Un’officina a tema – appuntamento mensile, da oggi in poi, della nostra Associazione - si è svolta ieri sera, 17.3.2008, in un pub di Crotone. L’invito è stato rivolto solo ai nostri associati – 17 le presenze e, purtroppo, tante le assenze - e, da qui a poco, sarà esteso a quanti saranno interessati all’iniziativa.

“SOLITUDINE, SOLITUDINI” l’argomento.
Abilmente introdotto da DAVIDE ZIZZA, il tema è stato sviscerato attraverso commenti e brani di prosa e poesia.

E’ stata un’esperienza decisamente convincente.

La cena a base di stuzzichini, panini e patatine fritte, una passeggiata sul lungomare e un gelato propiziatore di buone giornate, hanno concluso una serata che, fin dal pomeriggio, è rimasta carica di pensieri così stimolanti che fanno ancora compagnia.

Qui di seguito riportiamo la relazione di Davide e nei commenti, come concordato, ognuno dei partecipanti avrà l’opportunità di riproporre il suo pensiero. Continua...
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Teatro mon amour 

Giorni 3 e 4 marzo, al teatro Apollo, è stata rappresentata le piece teatrale" Io speriamo che me la cavo" con attore protagonista il bravo Maurizio Casagrande.
Innanzitutto il pubblico: stavolta c'era e la sala era quasi piena ma quando sono arrivata la prima amara considerazione è stata che la settimana precedente, per lo spettacolo "Sinfonia d' autunno" con Rossella falk e Maddalena Crippa splendide protagoniste,c'era pochissima affluenza: neanche gli abbonati erano presenti tutti. E' vecchia tradizione crotonese che gli spettacoli che richiedono un minimo di impegno intellettivo vengano disertati in massa; al contrario a quelli di evasione c'è sempre un gran "casino" di pubblico! Quando crescerà culturalmente questa città? Non so al momento sono pessimista in proposito. Continua...
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Crotone - La.di lett. On the road del 14.3.2008 
Ci sono dei periodi in cui si preferisce ascoltare anziché parlare perché la propria parola risulta monca, il concetto superficiale, la capacità di interagire debole. E’ come se necessitassimo di un momento di stasi, l'alternativa sarebbe quella di raschiare il fondo dei pochi pensieri rimasti: è una sensazione di vuoto che il più delle volte precede un pieno. Ma fino ad allora - fino al nuovo riempimento - è dura tirare avanti.

In questo stato d’animo lo stralcio della commedia scritta da Nino e proposta al gruppo mi è stata consolazione: un magnifico caleidoscopio di vita che scorre, nonostante tutto.

In sei abbiamo letto e commentato:

- L’uomo dal fiore in bocca di L.Pirandello
- La valigia di mio padre di O.Pamuk
- Pariv’a luna… ‘mbeci era ‘na pezza i casu di S.De Fonte


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LE STANZE DEL CIELO: NEL CUORE VIVO DELL’UOMO 

Le poesie raccolte in “LE STANZE DEL CIELO” appaiono la testimonianza sincera dell’impegno umano e civile di Paolo Ruffilli. Un impegno che si traduce nella sapienza di trasfondere in accenti amari e dolenti la mitologia del male di vivere, consumato in una dimensione dilatata nel tempo e nello spazio. A quella esterna, costruita attorno e all’interno del carcere, corrisponde in sequenza simbiotica quella intima e lacerante della droga.

Nella prima sezione “Le stanze del cielo”, Ruffilli dà voce ai carcerati, che vivono un tragico percorso di perdita.

Il suo sguardo, ancorato a figure di sofferenza e morte interiore, sa fissare in nitide istantanee una umanità lacerata, divisa tra paura, sofferenza, rabbia, punte d’orgoglio. Il tutto fuso con la forza e lo spirito di un instancabile indagatore della realtà. Continua...
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Crotone - Lab.di lett. "Il filo Rosso" del 12.3.2008 
La malefica coda dell'inverno ha dimezzato, con i suoi malanni, il nostro gruppo, pertanto all'appuntamento ci siamo presentate solo in tre. Ma, nonostante l'esiguo numero, l'incontro è andato benissimo: la " materia grigia" delle sopravvissute,diventata , quasi per magia, come lava vulcanica , ha inondato i testi proposti di riflessioni , scavando nelle parole e nell'anima.

Il fil rouge è emerso subito: il problema, antico quanto l'uomo pensante, ma sempre attuale, della difficoltà di conciliare la fede in un Dio onnipotente e misericordioso con l'esistenza, apparentemente invincibile, del male nel mondo.

Naturalmente non siamo riuscite a risolvere la questione, ma l'abbiamo solo sfiorata. Consapevoli della nostra pochezza, ci siamo tuffate in una ciotola di gustosi biscotti al cioccolato, tentando di addolcire l'amarezza dell'argomento.
Pasqua è vicina: speriamo in un'illuminazione...

I brani letti sono stati i seguenti:

Czeslaw Milosz- Preghiera ( da "Città senza nome")
Aleksandr Zacepa- Dal cratere di una granata ( preghiera di un soldato dell'Armata rossa)
F: Dostoevskij- Riflessioni sulla pena di morte ( da "L'idiota")



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