L’attesa vince leggera 


E’ stato sempre chiaro. Nella mitologia dell’esistenza l’attesa gioca un ruolo determinante.
Per chi è in stato di grazia, l’attesa è un’idea capace di trasformare un episodio comune in un’esplosione d’insospettabile leggerezza.

Fu così quando nel lontano Ovest arrivò la ferrovia, che accelerò la corsa alla civiltà. Attirò pionieri in cerca di fortuna, aprì piste nuove e fece fiorire la vita dove prima era desolato deserto.

Arriva preceduto dal senso vivo dell’attesa ciò che si desidera fortemente.

Così il piccolo Giotto che disegna il cerchio perfetto è in attesa, se pur vaga e inconsapevole, di dar vita alla sua arte insuperabile, ancora in bozzolo nella sua mente, ma pronta ad esplodere dalle sue mani mirabili. Continua...
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Quasi un rap di Roberto Persico 


Versi ritmati che celebrano la nuova primavera dell'essere. Così il poeta inglese che ispirò Auden e Thomas compose in epoca vittoriana la sigla della modernità.

Le ha lette anche ai suoi studenti, quando insegnava al liceo. «E piacevano molto, i ragazzi apprezzavano soprattutto il loro ritmo, quasi rap». Padre Antonio Spadaro, gesuita originario di Messina, è redattore di Civiltà Cattolica. Si occupa fondamentalmente di letteratura, ma anche di arte e di musica rock, di cinema e di nuove tecnologie; ha scritto su Proust e su Jovanotti, sulla pedagogia di sant'Ignazio e sulle "forme del religioso in internet". Gerald Manley Hopkins è una presenza antica e costante nella sua vita, al punto da avere usato le poesie del grande autore inglese per i suoi esercizi spirituali e addirittura a scuola. Continua...
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Cutro - Laboratorio di lettura del 23.4.2008 
Molte volte non è facile limitarsi a condensare tutto ciò che un testo suscita in poche parole. E’ quello che è successo in questo laboratorio. Il testo di Alberoni proposto da Ciccio ci ha lanciati in una discussione che ha trapassato molti di noi come una radiografia, siamo scivolati tutti, quasi inconsapevolmente, in bilanci esistenziali più o meno teneri: disciplina o disordine, rigore o permissivismo, danno e rigenerano la vita e la vitalità di un’esistenza ?

In 8, spiluccando dolcini, ci siamo lasciati cimentare dal tema:

- Se vuoi ottenere l’eccellenza non fare sconti a te stesso di F.Alberoni


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OFFICINA DI APRILE: Dominatori e Dominati  
L’officina di questo mese si è svolta nell’accogliete Lido degli Scogli sulla via per Capocolonna in Crotone.

L’argomento trattato è stato “Dominatori e Dominati”.

I relatori, Gaetano Scicchitano e Gabriella De Santis, hanno affrontato il tema regalandoci suggestioni ed emozioni ancora vivaci.
Gaetano, nel suo stile inconfondibile, ha condensato in uno scritto tra il poetico – se è vero che poesia è essenzialmente il riflesso acceso del reale – e l’introspettivo, le smerigliature di cui si connotano da sempre i vinti e i vincitori, le interferenze e le frustrazioni che, come un fiume carsico, silenziosamente alimentano e caratterizzano delle vere e proprie personalità.
Gabriella ha usato il linguaggio universale della pittura – questa, con la poesia e la musica, le arti più vicine al trascendente – e così una sequela di dipinti, supportati da una presentazione magistrale dell’autore, ha affondato ancora di più nell’emotivo, toccando autentici nervi scoperti alla visione di immagini tanto crude e quanto ricche di patos.

Riportiamo, come al solito, le relazioni di entrambi gli oratori che saranno corredati dagli interventi decisamente densi da parte della nostra piccola platea – oltre venti partecipanti.

Una pizza e tante risate hanno concluso questa piacevolissima serata, con la promessa che il prossimo mese l’officina sarà aperta a tutti.
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Creatività: facciamoci una passeggiata 


L’attitudine a creare esiste allo stato potenziale in tutti gli esseri umani, indipendentemente da età (meno male!), sesso, educazione, professione, ed in qualunque individuo è sviluppabile in ogni momento. Se volessimo dare una definizione generica di creatività, potremmo dire che è la capacità di trovare idee e soluzioni originali e fattibili.

A volte però è necessario prendere le distanze da un’idea che comincia a concretizzarsi nella nostra mente in quanto si è giunti ad un punto morto oppure non si riesce a decollare nel modo originale voluto. Che fare? Ci si può dormire sopra, infatti tra le espressioni comuni, si dice “la notte porta consiglio”, oppure ci si distrae facendo una passeggiata , cambiando cioè ambiente sia mentale che fisico, per aumentare la probabilità di sbloccare la situazione e trovare le idee o soluzioni desiderate. Continua...
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AMICIZIA E VERITA’ 


Amicizia e Verità passeggiavano a braccetto
e gioivano nello stare insieme.
E Amicizia era grata a Verità per la sua compagnia,
anche se a volte la faceva soffrire.
E Verità adorava Amicizia
perché era l’unica che l’amasse veramente.

Per praterie sconfinate
cavalcavano per giornate intere
e quando erano stanche
si fermavano a riposare all’ombra delle maestose querce
e quando erano assetate
si abbeveravano a limpide fonti d’acqua sorgiva. Continua...
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GIOVANNI PAOLO II: il ricordo si fa commozione... 

Il 2 aprile del 2005 il cammino di un uomo è compiuto. A partire da quella data il destino di altro uomo sta per compiersi. Entrambi stranieri in terra italica e sebbene diversi, sono accomunati da una simile sorte: sedere sulla cattedra di Pietro, in risposta ad una chiamata. Rispetto al secondo papa, di cui stiamo seguendo il suo pontificato, il primo, Giovanni Paolo, ha segnato il corso della storia. Ha lasciato un segno nella storia di ciascuno di noi, perché parte della nostra vita è maturata grazie a questa speciale presenza.

Lui ha condiviso in tutto e fino alla fine la sua vita con noi, senza riserve.
Un uomo davvero singolare. Affascinante in quel suo modo di porsi, aperto, senza barriere, solare, lo intuiamo fin da quella sua prima uscita dalla loggia su piazza S. Pietro.
Il momento è solenne, si avverte nell'aria un silenzio ricco di interrogativi. Mille volti sono rivolti a lui in attesa: un papa polacco! E da quel primo "se sbaglio, mi corriggerete" il papa straniero, entra nel cuore della gente. Commossi lo applaudiamo. Continua...
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CHIEDIAMOCI ! ... 


Nei momenti presenti assistiamo drammaticamente alla perpetuazione quotidiana di atti efferati che altro non sono che espressione di inciviltà barbarica. Chiediamoci: se tutti noi come cittadini facciamo il nostro dovere e ci impegniamo per fare si che certe cose non accadano.

Chiediamoci: se tutti noi come cittadini facciamo in modo che la vita umana venga rispettata in ogni attimo. Chiediamoci: se tutti noi come cittadini esigiamo dagli uomini che stanno nelle istituzioni il rispetto della legalità, della trasparenza e di tutte le altre regole che presiedono allo svolgimento delle pubbliche funzioni. Chiediamoci: se tutti noi come cittadini riusciamo ad andare al di la delle parole, delle esternazioni facili, per agire, per fare la giustizia vera e non quella dei forti. Continua...
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Crotone - Lab. di lettura On the road dell'11.4.2008 
Anche nel laboratorio di Crotone pareva emergere sin dalle prime letture il filo conduttore del nostro incontro: il cammino che fa ognuno all’interno di sé è sempre foriero di novità, di volti altri, oltre quello ben conosciuto, di paure che invocano coraggio, di coraggio che si costruisce sulla paura, di un mondo insomma che sino alla fine dei nostri giorni, rimane tutto da scoprire.

In sette abbiamo letto e commentato:

- La tavoletta del tempo di D.Zizza
- Gli indifferenti di A.Moravia
- Lo specchio di Narciso di O. Wilde


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Io, madre... 


La maternità è una specifica qualità del tempo che consorella ogni donna. In quella potenzialità a duplicarmi tutto il segreto di essere donna. Un figlio comunque mi appartiene - checché ne dicano pedagoghi e psicologi. Mi appartiene per il solo fatto che è lui che continua a condividermi ancora, fuori dall’utero. Sono madre ed è un tale crogiuolo di tensioni...

Quante zone d’ombra conosce questo ruolo che forse è solo un cromosoma... Sono madre e non cesso di essere figlia ma il ricordo è vago. Se anche ne conservassi un pensiero o qualche parola, sarebbero di un’epoca altra, di un’altra geografia. Continua...
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Cutro - Laboratorio di Lettura del 9.4.2008 
Se dovessi dire qual è stato il fil rouge di questo laboratorio non avrei dubbi: l’ineffabile: la bellezza che la parola stessa, nel raccontarla, rischia di sciupare; la felicità bambina che a volte ti prende e ti sorprende, non ne conosci la radice né il perché; tutto ciò che vivi come in uno stato di grazia, un dono tanto più gradito perché inatteso, immotivato, quasi rubato, e tu sei lì, pulviscolo sospeso tra mare e cielo, non importa quanto quell’abbraccio durerà: ti rimarrà una gemma

In sei abbiamo volato alto tra il luccichio di splenditi testi:

- I bambini di A.Merini
- Ogni perla di K.Jaspers
- Che cosa sono i fiori di M.Gualtieri


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