La rosa - Pagine scelte 


Il poeta tedesco Rilke abitò per un certo periodo a Parigi. Per andare all’Università percorreva ogni giorno, in compagnia di una sua amica francese, una strada molto frequentata.

Un angolo di questa via era permanentemente occupato da una mendicante che chiedeva l’elemosina ai passanti. La donna sedeva sempre allo stesso posto, immobile come una statua, con la mano tese e gli occhi fissi al suolo.
Rilke non le dava mai nulla, mentre la sua compagna le donava spesso qualche moneta. Continua...
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L'Intellettuale 


Scrivere un libro e divulgarlo, farlo diventare da cosa propria, cosa di altri: un senso universale della comprensione di un pensiero! Le idee vanno meditate, suscitate, dialogate, vissute, memorizzate. Le idee
sono il senso di una percezione di significato, sono concetti, pensieri, che rappresentano e dicono spicchi del reale, dell'astratto. Le idee sono l'anima di un libro, di qualsiasi libro, e chi le produce col fermento del proprio pensiero, altro non è che l'intellettuale, con la sua coscienza critica, con la sua profondità analitica, con la sua sensibilità innata.

Ma chi è l'intellettuale? E tutti siamo intellettuali? L'intellettuale non è solo colui che pensa, ma è soprattutto, colui che pensa per gli altri e da fondamento al vivere sociale perchè produce idee, suscita dialoghi e opinioni che hanno ad oggetto un tema, un valore, un ideale condiviso nella società. E' intellettuale il conservatore, come anche il riformista, che però si pone come coscienza critica per il sociale, che si pone al servizio della propria comunità per esserne il sapiente, il dotto, il
conoscitore sommo di alcune verità. Continua...
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Sull'invidia e dintorni 


L'accendersi e lo spegnersi
(per caso) della vita,
la traccia luminosa
la scia che lascia
dietro a sè
quello che è stato,
amato e conosciuto
per essere perduto,
la gioia e il lutto
(Paolo Ruffilli)

La morte è cosa seria. L’asserto sollecita un’intima austerità quando non accende sorrisi perchè fin troppo scontato. Eppure, a pensarci bene, si muore più volte nella vita. Già da vivi annusiamo la morte - o qualcosa di molto simile se è capace di annientare. A piccole dosi, certo, e mai abbastanza da poterci immunizzare. E’ di quella morte - per così dire, quotidiana - che vorrei dire.

Tra le morti possibili, oggi come sempre, è il morire d’invidia: il lasciarsi opacizzare, per poco o per molto, dal riflesso vincente dell’altro, subirne l’indubbio valore, soccombendo così ad una sotterranea sfiducia in noi stessi che lenta s’innerva. Chi non riesce a rinvenire in sé queste sensazioni può darsi che non sia mai stato roso dall’invidia; più probabile che non abbia dato il giusto nome a questa che è intima e congenita molestia. L’invidia, quando straborda e si fa frustrazione, incattivisce: ci sono di quelli che, abili nel nasconderla a se stessi e agli altri, capeggiano crociate a suon di calunnie e menzogne. Di solito è il moralista – per molti un ruolo, per altri peccato ricorrente ma involontario – che addita a destra e manca cattive condotte, per compensare una moralità di cui deficita. Continua...
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Ma che significa "vacanza" ? 


Siamo già al mare o in montagna o forse in città, ma più rilassati. Chi non lo è ancora si accinge ad esserlo, o almeno si augura di esserlo o almeno desidera esserlo. E magari abbiamo con noi qualche buon libro.

L’estate è il tempo delle vacanze! Ma che significa «vacanza»? Per sè significa giorni di vuoto, giorno di vuoto o di assenza. La vacanza ha a che fare con il vuoto. Gli inglesi ci aiutano e ci dicono che questa vacanza è holy, santa: holiday è il termine da loro utilizzato. Ma senza gli inglesi sulla nostra vacanza il vuoto stenderebbe la sua ombra minacciosa. Vacanza da che cosa? Continua...
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Lo strumento espressivo delle canzoni 


Ero adolescente nel 1967, ed il Festival di Sanremo, già all’epoca, manifestazione canora di punta del Paese, lo guardavo ed ascoltavo con interesse alla televisione, con gli orecchi attenti di colui che, da poco tempo, pestava i tasti di un organo, e che per l’introvabilità degli spartiti, cercava di orecchiare gli accordi giusti e le parole delle canzoni più belle, per poi strimpellarle insieme agli amici.

Iniziare a suonare l’organo, è stata per me, una pura e semplice casualità, infatti, il musicista di casa, intendo quello che aveva studiato pianoforte, era mio fratello maggiore Tommy e l’organo di casa, era stato acquistato affinchè lui si esercitasse. Tommy, dopo una breve esperienza con alcune band locali, si era dovuto trasferire a Torino per ragioni di lavoro.
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Da un’intervista ad Erri De Luca 


Ciò che si eredita veramente di un padre non sono i beni ma le sue omissioni, i suoi rammarichi

E continuo lì, dove mio padre si è fermato
dove la morte lo ha stanato.
Anch’io ho un’oasi nel pensiero e nella memoria,
anch’io scrivo
...per risarcire un sentimento,
impoveritosi nell’uso, scaduto nell’abuso,
per rigenerarlo con parole ancora parlanti;
per coccolare un’emozione mozzata,
implosa e perciò scontenta,
per sciogliere nodi e per serrarne altri.
Perchè non sono in fuga sui granelli di
una clessidra a dosare tempo. Continua...
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Il Mattino  

Ogni mattino mia madre mi chiamava dalle scale, e la sua voce mi svegliava superando il brusio dei pazienti nel corridoio. Quando il tempo era bello, aperti gli occhi, vedevo apparire sul muro del mio letto lame dorate; mi alzavo e sollevate le persiane potevo distinguere in lontananza i pescherecci che in un mare lucente, si muovevano come file di sirene spumose. Dal terrazzo difatti il mio sguardo spaziava dai tetti del borgo fino all’ampio tuffo di terra che il mare raccoglie nel golfo; ed il mare, imbronciato o splendente, si vestiva di tinte cangianti, intense come il cielo e forti come l’umore di quella terra. Poi mi staccavo e, col mare negli occhi, seguivo il richiamo di mamma salendo su per la colazione. Continua...
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Torneo Nazionale Città di Lipari: più che una cronaca, un racconto 

L’ennesima partecipazione dell’Associazione Judo Milone Kr al XV Torneo Internazionale “Città di Lipari” ha fruttato un invidiabile medagliere:
Categoria Kg 34: Pucci Rosaria I posto; Kg. 31: Previtera Carla II posto; Categoria Bambini Ottobrini Alex II posto, Morrone Martina V posto; Esordienti A : Kg 38 Lorenzo Ciconte III posto; Kg. 42 Giuseppe Gentile I posto; Kg.55 Ottobrini Danilo I posto; Kg. 38 Alessandra Gentile I posto; Rossana Gentile II posto; Kg. 42 D’Orazio Carlotta I posto; Kg. 55 D’Orazio Ludovica I posto e, fuori gara, I posto anche nella categoria Open; Esordienti B : Kg. 42 Francesco Ottobrini I posto.

L’incipit rispetta – almeno nelle intenzioni ! – lo stile giornalistico: la notizia è veloce, immediata e sintetica. Eppure a me e ai tanti che abbiamo vissuto, seppure indirettamente, la gara, lascia un po’ scontenti. Continua...
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Li avevo chiamati Teresa e Pasquale... 


Li avevo chiamati Teresa e Pasquale.
Non erano due amici, e neanche una gatta ed un cane.
Erano due struzzi.
Pasquale più alto, bello, elegante con il suo piumaggio nero,
ed il lungo collo che dondolava sotto una piccola testa triangolare.
Teresa, invece, più piccola e grigiastra, non aveva l’eleganza di Pasquale,
ma ispirava una infinita tenerezza proprio per quel suo aspetto qualunque.
Pasquale l’amava.

Teresa faceva spesso finta di non accorgersi del corteggiamento di Pasquale, del suo richiamo che, ripetutamente rompeva il silenzio della campagna circostante.
Si sa , gli struzzi femmina devono essere riservati e non dare retta subito al primo venuto e poi….insomma un po’ di contegno non guasta mai. Continua...
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HAIKU D'ESTATE di Lorenzo Piersantelli 

L’estate è una stagione viva, da mille colori vivaci, dal calore che scende a volte soffocante, altre volte come una linfa vitale.
Ho scritto questi Haiku osservando diversi momenti della giornata, in differenti stati d’animo: da una mia innata sofferenza per il caldo afoso, al senso di serenità che la notte e i tramonti mi trasmettono.

1 Drappo scarlatto:
un respiro ramato
galleggia in cielo.
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Sensazioni sulla pelle 


24.6.2007, h. 20,00 saggio di danza della Scuola Maria Taglioni al Teatro Apollo. Immersi nell’afa, pervasi da un pout pourrì profumato, a tratti lezzo, avverto lo sguardo faticato che la platea volge al palco.

Corpi: alcuni acerbi, visceralmente genuini nei tratti che li cristallizzano ancora anatroccoli; altri vantano già la bellezza sfavillante del cigno.
Corpi in movimento: sinuosi e precisi nelle intenzioni, goffi, alcuni, nell’esecuzione di una movenza; squisitamente armonici altri – un nome per tutti, Serena Bagalà, quasi un’icona. Continua...
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