Il 2007 è l'anno delle pari opportunità, mi piacerebbe ricordare una donna, una pittrice, che nonostante abbia subito il più atroce dei reati (fu vittima di uno stupro), ha trovato la forza di reagire e il modo più meraviglioso di canalizzare la sua rabbia.
Prima donna ad essere ammessa alla prestigiosissima Accademia del Disegno di Firenze in cui erano passati pure Michelangelo e Tiziano, il pennello di Artemisia Gentileschi fece scuola in Italia e in Europa. Sconcertò papi, mecenati, granduchi, maestri di pittura italiani e stranieri, uomini di lettere e di scienza impressionati dallo sfrontato realismo delle composizioni, dalla veemenza dei colori; perturbati dalla prorompente sensualità, dalla cruenta carnalità di certe tele che raccontavano, per la prima volta al mondo, il tocco magistrale, l’irriverente azzardo e l’insospettabile ferocia che può scaturire dalle setole del pennello impugnato da una donna. Susanna, Giuditta, Betsabea, Sisara, Cleopatra, Maddalena, Lucrezia, le grandi eroine bibliche e storiche, peccatrici e sante - soggetti di gran moda in epoca barocca - hanno trovato sulle tele di Artemisia forse la rappresentazione più acuta e fedele del loro dramma. Continua...
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( 2.9 / 77 )In quattro ci siamo ritrovate a esternare i sentimenti provati nel leggere i testi scelti, scritti da donne o da uomini che hanno adottato un punto di vista femminile.
Tra donne abbiamo parlato delle donne,autrici o protagoniste delle nostre letture, donne diverse per età, estrazione geografica, condizione sociale, ma accomunate tutte dall'avere sperimentato la difficoltà di vivere con un ostacolo in più: essere nate donne in mondi in cui era o è meno faticoso essere uomini.
Ci siamo rifatte la bocca, gustando cioccolatini e assaporando i racconti di Rosalba, ancora traboccante di entusiasmo per il recente viaggio in Terrasanta.
In complesso, è stato un laboratorio intenso,pervaso da sentimenti di amicizia tra noi, di solidarietà verso donne sfortunate, di gratitudine per la vita che ci ha preservate da certe esperienze.
I passi scelti sono stati i seguenti:
Poesia 1725 - Emily Dickinson
Avevo una scatola di colori - Tali Sorek
Suite francese - Irene Nemirovsky
Mille splendidi soli - Khaled Hosseini
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( 3.1 / 63 )
Lunedì 22 ottobre è transitato da Crotone il treno dell’arte , questa è la seconda volta che questo treno fa visita alla nostra città, l’anno precedente non ho saputo dell’evento in compenso quest’anno ho visitato il treno per due volte nello stesso pomeriggio, con due amiche diverse.
All’ingresso vi era un registro dove lasciare la propria firma, inoltre si poteva acquistare il catalogo delle opere di quest’anno e del precedente, vi era anche la possibilità di avere il francobollo con annullo postale dedicato all’evento Crotonese.
Il treno era lungo circa otto vagoni, e il percorso era fatto in modo tale da visitare prima le opere dedicate al passato e via via che si procedeva si poteva ammirare opere sempre più vicine alla nostra epoca, mi è stato detto che l’ultimo vagone era dedicato alla street art.
Nel primo vagone facevano bella vista degli enormi schermi dove comparivano in successione circa 6 opere dell’autore, spiccavano i nomi del Canaletto e Caravaggio poi in progressione si potevano ammirare opere dal vivo di autori sia dal nome sconosciuto che no, i nomi che mi sono rimasti più impressi sono stati Migneco, Cascella , Fontana, Fiume. Continua...
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( 3 / 69 )
Prima fu silenzio. Il tempo non scandiva nessun ragtime umano.
Non c’era la nota che dava l’attacco per il concerto.
C’era solo un principio senza violino. Senza pianoforte.
Senza shofar. Era solo un caotico silenzio: di morte.
Poi un soffio. Un lungo soffio portò l’amore.
Una lunga nota profumata portò l’ordine e la chiara geometria.
Il canto degli alberi e dei campi allietò il cuore.
Cominciò ad esistere dal nulla lo spartito. Il decagramma.
Tutto fu. Nella musica della Creazione.
La musica del Bereshit
01.03.2005
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( 3.7 / 93 )Il venerdì assomma la stanchezza di una settimana, eppure un laboratorio di lettura è una compagnia rinfrancante, se viene rispettato il postulato di ogni stare insieme: accogliere in noi l’altro, così com’è, consentire a tutti di condividere ognuno, col suo bagaglio di cultura ed esperienze. Ecco allora - come ben diceva Michele - che il risultato finale di ogni laboratorio è sempre vincente.
In sette abbiamo letto e commentato:
- Lettera ad un bambino mai nato di O.Fallaci
- Farfalla di Iosif Brodskij
- Non ti muovere di Margaret Mazzantini
- S’i fossi foco di Cecco Angiolieri
- Citazione di G.K.Chesterton
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( 3 / 74 )Muse dolcissime, se ancora declamate
i versi delle più belle poesie;
musici Fauni, se ancora suonate
coi vostri zufoli toccanti melodie,
affidatele al vento, che sovente
spira sul colle ameno che abitate
e dite che me le porti dolcemente,
cosi ch'io possa sentir che mi pensate!
con esso, poi, vi manderò il mio cuore
perchè nelle rosse pagine leggiate
la contentezza impressa nelle ore
delle superbe e incomparabili serate.
agli amici de le Madie 26/10/2007
Antonio Dragone
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( 2.9 / 49 )
Ho piacere ad entrare nel mio studio. Faccio capolino appena sveglia, un automatismo che accomuno a quello del caffé. E’ un piacere che sale dal piede, che varca la soglia, su su per tutta la gamba, prima che l’intero corpo si lasci avvolgere, come se si adagiasse nelle morbidezze di un bagno caldo.
Uno studio, di solito, è il santuario di una solitudine che spera di farsi feconda, il rifugio di un tempo, non tanto libero, quanto liberato, al quale è concesso di sciogliere le catene del quotidiano e del contingente. Quando elaborare mi è faticoso, qui lascio sospesi i pensieri appena sbozzati. A volte li ritrovo, a distanza di tempo, fedeli. Attendono che io li ceselli ancora o li compatti. Alcuni sono così eterei che li immagino avvinghiati ad un piede della scrivania: si zavorrano per non sfumare. Continua...
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( 3.1 / 70 )In 10 abbiamo svolto il laboratorio di stasera.
Gradita la visita dell’Assessore alla cultura del Comune di Cutro, Antonio Lorenzano, disponibile sempre, insieme a tutta l’Amministrazione, a favorire la nostra attività. Del resto, è attività che converge con la loro se è vero che entrambi lavoriamo sui chiaroscuri di questo nostro paese per seminare solo fiori di luce.
Un saluto caro e festoso anche a Nicola, nuovo associato.
Tra un biscottino alla cannella e uno al cocco, sono stati letti e commentati i seguenti brani:
- Cogli questo piccolo fiore di R. Tagore
- Risveglio del vento di R.M. Rilke
- L’onda di G. D’Annunzio
- Pierre testo della canzone cantata dai Pooh
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( 3 / 64 )
Due differenti forme d’espressione artistica rispondenti ad un’istanza umana profonda: la consapevolezza d’essere e di vivere, che si sviluppa in infinite possibilità e illimitati
orizzonti, perché essa non è mai totale. Creatività emozionale e razionale sono le due distinte direttrici che confluiscono nella letteratura; due percorsi dell’esperienza intellettuale umana che hanno attraversato la storia lungo differenti solchi in un continuo intrecciarsi.
La musica, priva di apporti linguistici, è il codice delle emozioni per eccellenza, in grado di esprimere e infondere minuziose e sfumate sequenze di stati emozionali nella loro infinita ricchezza, non contenibili da alcuna espressione verbale. Ritengo che essa esista in noi ancora prima di essere ascoltata, essendo la mente umana percorsa da inquietudini indefinite che, non in grado di materializzarsi in gesti o parole, anelano ugualmente a connettersi a qualcosa posta al di fuori della corporeità. Trattandosi, inoltre, di pulsioni profonde ed eteree, non classificabili neanche nelle categorie emozionali che attivano idee prossime alla realtà, esse tendono a trovare riscontro in qualcosa di altrettanto impalpabile e diafano. Continua...
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( 3 / 97 )
Dopo gli ultimi soprassalti della calura estiva, le prime abbondanti piogge hanno segnato il debutto della stagione autunnale.Puntuale come sempre, la natura si apre ai suoi corsi e ricorsi.
Forse non conquista le preferenze di tutti, l’autunno, ma, quando occorre, marcia bene, tirando fuori i suoi numeri da grande spettacolo, che affascina e garantisce il massimo piacere.
Chi ha una macchina fotografica e sa come usarla, riesce a catturare il lato visivo della stagione: una strana commistione tra immagini, scorci e prospettive cangianti. Continua...
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( 2.9 / 79 )
Nell’approfondimento dei miei studi riguardo al dialetto calabrese e crotonese, mi sono imbattuto in un tale Gerhard Rohlfs, professore filologo, linguista e glottologo tedesco, docente di filologia romanza nelle Università di Tubinga, di Berlino e di Monaco.
Devo essere sincero, la prima cosa che mi è venuta in mente è: che “ci azzecca” un professore tedesco con il dialetto calabrese? Spontaneamente, per analogia, ho pensato ad un nostro conterraneo che tentava di studiare i dialetti degli eschimesi, immaginandolo a cercare l’ago in un pagliaio. Continua...
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