
Sabato mattina e Giovanna oggi non lavora. E' in giro per strada a fare spesucce. Avvocato, single, gli anta superati da un po', è un tipo dinamico in tutto quello a cui si dedica. Una vita non noiosa tra lavoro, interessi, orari da inseguire e appuntamenti da non deludere. Sentimentalmente un nulla cronico a cui lei non fa neanche più caso. Pur di non soffrire l' ansia di un nuovo rapporto ha preferito sedare il cuore. Ogni tanto le riaffiora il ricordo di qualche storia passata male, di qualche amore nascosto bene e lei lo rimuove subito, per non soffrire di nuovo. Ma è contenta di sè,di quella vita turbinosa, della sua immagine ancora giovane e fresca che suscita gli sguardi curiosi degli uomini. Un corpo snello e sodo, una languidezza spontanea nella camminata che sveglia l'attenzione dei maschi. Ha gli occhi di un profondo verde scuro che pianta in faccia a tutti svelando sensualità e ingenuità. E' allegra oggi, può spassarsela in giro per negozi a comprare cose che la aiutino ad auto compiacersi. Si ferma ad una vetrina. Una maglietta a righe le piace. Carina –pensa- sta bene sulla gonna beige. E' cara,un pochino. No,spendo troppo. Però è bella `sta maglietta….
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e intimo dell’humus, estraggo una perla sudicia di tristezza,
indicibile mescolanza di
grigio-perla al bruciato della zolla:
il lucore si imbruna nello spazio-anfratto
del terreno in acqua intorbidata; così
mi perdo nel pensiero dell’umana contraddizione –
non c’è paradiso sulla terra – lo dicono tutti –, è un sudore
di solitudine che illimpida la pianta coltivata appena;
e tu esisti ‘più o meno’ perché avverti
l’ombra di un divenire vicino da lontano.
Si sperde nell’eco di una distanza
uno sfumato accordo di piano.
Il poetare di Davide è una ricerca continua di parole ed emozioni. Parole lasciate stagionare a lungo nei suoi pensieri, emozioni nascoste sotto la sabbia o guizzanti come onde al sole. Continua...
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( 3.3 / 59 )e un giorno andò in Calabria:
era estate, ed erano
vuote le casupole,
nuove a pandizucchero, da fiabe di fate color
della fame. Vuote.
Come porcili senza porci,
nel centro di orti senza insalata,
di campi senza terra, di greti senza acqua.
Coltivate dalla luna, le campagne.
Le spighe cresciute per bocca di scheletri.
Il vento dallo Jonio
Scuoteva paglia nera
come nei sogni profetici:
e la luna color della fame
coltivava i terreni
che mai l’estate amò”
da “Profezia” di Pier Paolo Pasolini
Perché uomini diversi e in diversi momenti hanno amato, cantato, urlato e pianto la nostra terra?
Perché sguardi e occhi diversi hanno visto e guardato con passione i nostri colli aridi, le nostre strade devastate e le nostre onde luccicanti?
Perché il fondo, quello più cupo, lo scorgiamo in lontananza quando è a noi così vicino? Continua...
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( 3.1 / 33 )E' veramente in gamba la nostra prof. ssa Emanuela Scicchitano che ci permette l'orgoglio di averla come socia. Giovane, fresca, intelligente e carina laddove anche la bellezza è un valore aggiunto.
La nostra associazione ha il piacere di annunciare che Emanuela ha ottenuto la:
Pubblicazione gratuita di un volume di un giovane ricercatore non strutturato nella" Biblioteca della modernità letteraria". Continua...
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Sabato pomeriggio in buona compagnia: sette amici, una torta deliziosa ed un limoncello fatto in casa. L’ascolto dei brani è un momento piacevole per stare insieme, ridere e gioire del bene prezioso che ci unisce: questa splendida amicizia. Siamo lettori edonistici, come dice Borges, alla ricerca di emozioni.
Le abbiamo trovate grazie a:
“Due cartoline dal mio paese” di Leonardo Sciascia
“Quaderni di Serafino Gubbio operatore” di Luigi Pirandello
“Il cammino di Santiago” di Paolo Coelho
“Il futuro non è più quello di una volta” di Mark Strand
“Far finta di essere sani” di Giorgio Gaber e Sandro Luporini
e dulcis in fundo … “Parlami d’amore” di Silvio Muccino e Carla Vangelista
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Ragazzo alquanto ubriaco a ragazza alquanto bruttina:
"Aho, ma quanto sei brutta!"
La ragazza alquanto indispettita:
"Ammazza quanto sei 'mbriaco!!"
Ragazzo: "Si, ma a me domani me passa..."
Via del Corso:
Approccio per strada:
Lui: "A bionda tinta.."
Lei: "A stronzo naturale.."
Realmente accaduto a Roma a bordo della Metro A:
Una signora espone il biglietto integrato giornaliero al controllore.
Signora: "Mi scusi, con questo posso viaggiare tutto il giorno?".
Controllore: "Si nun c'hai 'n cazzo da fa'... Sì". Continua...
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La casa Editrice ‘il Cavedio’ ha bandito mesi fa un concorso internazionale per il ‘corto letterario’ e di recente ha notificato quanto segue:
“Gentile Federico Cerminara, Le comunichiamo che la sua opera ‘Ufficio delle parole’ è stata giudicata meritevole di essere inserita nella nostra raccolta antologica […] Le chiediamo, pertanto, una Sua breve biografia contenuta in un massimo di 400 caratteri”.
Nel complimentarmi – e di cuore ! - col nostro associato, mi piace riportare anche i 400 caratteri che così bene lo connotano: Continua...
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Che cosa caratterizza una persona che si possa definire “geniale”? Certamente l’ingegno, la sapienza, la cultura, l’intuizione, la capacità di analisi e di sintesi: tutte queste cose o almeno alcune di esse. Una persona geniale possiede anche caratteristiche apparentemente contraddittorie, per esempio l’intuizione e la capacità di analisi, oppure la creatività e il metodo. Ma queste sono le doti di un genio, ciò che lui possiede in se stesso, che ha sviluppato nel tempo e che lo fanno essere la persona che è. Ma non basta questo per essere una persona geniale. Infatti sono necessarie anche le idee, cioè, anche etimologicamente, le “visioni”, le grandi prospettive piene di contenuti. Continua...
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( 0.6 / 147 )L’aria dell’autunno ormai inoltrato, dai colori tenui e lievemente nostalgici, ha accompagnato le riflessioni dei partecipanti al laboratorio di lettura “Il filo rosso”, giunto al quarto appuntamento della stagione.
Tra poesia, musica e racconti, puntualmente si è consumato un momento importante di crescita, di confronto e di condivisione.
In nove abbiamo letto e discusso i seguenti brani:
“La mia coscienza” di E. Kezilahabi (tratto da “Sofferenza-Poesie Scelte)
“Quando tu sarai vecchia” di W.B. Yeats (traduzione di E. Montale)
“L’estate del Cane Nero” di F. Carofiglio
“La regina disadorna” di M. Maggiani
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( 3 / 35 )a cantare, o mio cuore,
astro splendente di giorno
non cercare più caldo
del sole nel vuoto,
né gara più alta d’Olimpia celebriamo
onde l’inno glorioso incorona
con pensieri di poeti…”
(Pindaro, Olimpica, I, 3-10)
“Il cielo è vuoto. La luce dei corpi celesti è resa invisibile dallo sfolgorio del sole nel giorno pieno di calore e desideri”. Con questa immagine sussultoria Pindaro introduce lo splendore dell’agone di Olimpia, che offusca la gloria di tutte le altre gare sportive. Celebrarla, con i suoi protagonisti, significa garantire e garantirsi l’immortalità, concessa a chi può elevarsi, per il suo valore, al pari dei numi. E a lui sarà dedicata una mousikè: simbiosi di canto e parola poetica, con cui il lirico si ergerà a cantore dello sport, del mito, della grecità. Allo sport, al mito, alla grecità abbiamo rivolto il nostro sguardo di moderni, desiderosi di recuperare quello spazio di condivisione che per gli Elleni era l’Agorà: il luogo della raccolta e della discussione delle idee, del confronto della comunità sulla propria identità. Continua...
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La poesia «è una forza che nasce in me, è come una gravidanza che deve andare a termine». E’ un impulso travolgente e necessario ad aver caratterizzato la magmatica produzione poetica di Alda Merini, i cui poveri versi – ella avvertiva – sono brandelli di carne che saltano agli occhi impetuosi (I miei poveri versi). La sua voce è una bomba che esplode nel buio e produce ora scoppi, ora intensi bagliori, ora lampi, ora sottili fenditure nell’oscurità. Tra i maggiori poeti italiani contemporanei, la Merini vanta una produzione vastissima, circondata dall’apprezzamento dei critici, ma anche da un vero e proprio culto di fans senza distinzione di età. Continua...
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